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Pieve di Pava PDF Stampa E-mail

Pava costituisce certamente uno degli insediamenti più antichi e maggiormente significativi dell’intero ambito territoriale della media Valle dell'Asso, posta com’è a ridosso di una struttura di transito non certo secondaria in epoca etrusco‑romana. Una strada che «per Salviano (Salvius) e Giardinello giungeva alla Trove e la traversava, poi per Vernine vecchie oltrepassava l’Asso giungendo in prossimità  della Pieve di San Pietro in Pava».
In questo quadro lo stesso toponimo, di chiara derivazione etrusca, costituisce un’ulteriore conferma dell'antichità e della consistenza di questo aggregato dove nacque e si sviluppò in modo significativo una delle prime comunità cristiane dell’intera Tuscia.


Pieve di Pava


L'attuale pieve di Pava, sotto il titolo di Santa Maria, sostituì verso la metà dell’XI secolo l'antichissima “mater ecclesia”  di San Pietro, la cui origine è con buona approssimazione databile al corso del IV secolo e che può essere considerata con certezza una delle strutture religiose più rilevanti nel contesto delle comunità cristiane primitive del territorio.
La struttura originaria, anche se probabilmente già in fase di imminente abbandono, sussisteva ancora nel 1029, «tuttavia era ancora ufficiata nel 1320: ne era rettore in quell'anno un Ser Finus presbiter plebis Pievevecchia». Definizione questa usata anche nell'Estimo di Monterongriffoli del 1320 per distinguerla dalla nuova pieve di Santa Maria sul colle di Pava. Va ricordato comunque che l'antica struttura viene citata nello stesso documento con il termine di San Pietro in Castiglione, posto « nel piano dell'Asso insieme ad un hospitalis Ser Torelli detto anche lo spedale ».
Della originaria struttura rimane visibile oggi solo qualche notevole blocco di pietra inserito in una parete laterale e sulla facciata di un insediamento rurale contiguo alla pieve attuale, oltre al riconoscibile perimetro dell'antica abside a forma più o meno circolare.


Pieve di Pava


È molto probabilmente a queste tracce che fa riferimento il Repetti quando parla nel suo Dizionario di «questo tempio [che] esiste tuttora tra Monteron Grifoli e S. Giovanni d'Asso sotto l'antico nome di Pieve a Pava», e della «sua forma ottagona e la sua architettura che mostra di appartenere ad un'epoca anteriore alla decadenza delle belle arti, e forse de' tempi
dell'impero».
La storia della pieve più antica, sotto il titolo di San Pietro, resta in gran parte legata alle vicende che caratterizzarono la lunga controversia fra le diocesi di Siena e di Arezzo per la giurisdizione su alcune pievi, poste in territorio senese o almeno ai suoi confini, ma fin dalle origini sotto la discrezionalità dei vescovi aretini.

Mario De Gregorio