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Scavo archeologico di Pava PDF Stampa E-mail

La Pieve di S. Pietro in Pava è ricordata per la prima volta in documenti di età longobarda (anni 714, 715) relativi ad una contesa tra il vescovo di Siena e quello di Arezzo per il possesso di alcune chiese di confine. I documenti parlano di un baptisterium Sacnti Petri in Pava.

Le ricerche archeologiche iniziate nella Valle dell’Asso nel 2000 hanno contribuito ad individuare la zona ai piedi della collina dell’attuale chiesa di S. Maria in Pava come la sede dell’originaria pieve di S. Pietro.


Scavo di Pava

Gli scavi sono iniziati nel 2004 e sono giunti nel 2007 alla quarta campagna. Le indagini stratigrafiche hanno messo in luce l’esistenza di una chiesa paleocristiana fondata tra fine V - inizio VI secolo d.C., su preesistenze  romane ancora da definire, costruita in buona parte con laterizi romani di riutilizzo.
Tra le caratteristiche di maggior interesse della chiesa paleocristiana vi è la pianta: con due absidi, una ad est ed una ad ovest. La struttura, supera i trenta metri di lunghezza, l’abside est chiude al suo interno un banco presbiteriale che a sua volta circoscrive la base dell’altare. Meno chiara la funzione dell’abside ovest, divisa dalla navata da un ingresso. Ad oggi sono molte le possibili interpretazioni di questo ambiente, dal culto di reliquie al fonte battesimale. Proprio all’interno dell’abside occidentale è stato scoperto uno degli elementi di maggior interesse del sito: un ripostiglio di monete d’oro e d’argento di età gota.

Ma la vita di questa chiesa non termina con il VI secolo, la sua sopravvivenza è accertata per tutto l’altomedioevo, fino al XII secolo.
In fase altomedievale si realizza un rifacimento della pavimentazione e del tetto (quest’ultimo suggerito dal rinvenimento di una fornace a pochi metri dalla chiesa), la chiusura dell’area absidale occidentale con una piccola abside interna alla navata, forse per ricavare un vano particolarmente sacro. Nel corso del X secolo è poi plausibile collocare il crollo dell’abside orientale. Da questo momento la chiesa subisce una profonda ristrutturazione che prevede anche la costruzione di una nuova facciata e forse il cambio di orientamento. Questa nuova fase costruttiva avviene  tra XI e XII secolo ma è di breve durata. La chiesa risulta abbandonata e crollata entro lo stesso XII secolo.


Scavo di Pava

Il cimitero

L’area cimiteriale alla fine della quarta campagna di scavo ha raggiunto il numero complessivo di circa 450 sepolture. La maggioranza di quelle scavate è tagliata negli strati di terra che coprono il crollo della chiesa. La cronologia di questa massiccia fase di utilizzo funerario va dall’ XI a tutto il XIII secolo. I resti scheletrici sono in corso di studio da parte del Laboratorio di Paleopatologia dell’Università di Pisa.